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Assemblea Anva-Confesercenti.
Venturi: "Se per la riforma fiscale ci vuole tempo, per la ripresa servono subito interventi per tagliare il fisco ed incentivare i consumi"

 

Comunicato Stampa

Si è svolta oggi la assemblea elettiva dell’Anva Confesercenti (Ambulantato) a Roma.
Introducendo i lavori Marco Venturi, presidente Confesercenti ha sostenuto che “ormai si riconosce che l’uscita dalla crisi è molto, troppo lenta e che anche il 2010 è un anno di tribolazioni per la nostra economia.
Siamo convinti che bisogna agire subito altrimenti sul piano economico le ceneri non indicheranno l’inizio di un percorso quaresimale bensì la sua conclusione.
E per ceneri intendo quelle migliaia di Pmi che saranno costrette a chiudere con una perdita inaccettabile di posti di lavoro.
Sappiamo che questo Paese ha bisogno di tempo per una nuova e convincente riforma fiscale: ma alcuni interventi devono essere messi sul piatto subito per ridurre il carico fiscale su famiglie ed imprese e per incentivare i consumi.
Fare questo ora vuol dire dare priorità agli interessi generali del Paese”.
Venturi ha poi osservato che “quello dell’ambulantato è un settore dinamico e flessibile, scelto da milioni di italiani perché competitivo rispetto al mix qualità-prezzo e in grado di offrire specie in una situazione di difficoltà come l’attuale prodotti ap rezzi convenienti.
E’ importante però che cresca l’attenzione e la sensibilità contro fenomeni come l’abusivismo ed il lavoro nero che penalizzano l’ambulantato e non danno garanzie ai consumatori.
Così come servono sostegni ai consumi in un periodo nel quale la crescita appare ancora troppo lenta e diseguale.
Ma per trovare risorse utili a far ripartire l’economia serve più rigore e meno sprechi, senza rinunciare alla modernizzazione infrastrutturale del Paese che è fondamentale per lo sviluppo.
In tal senso una forte attenzione va anche indirizzata alla qualità della vita dei centri urbani riconoscendo a chi svolge servizi di vicinato un ruolo importante per la vita cittadina ed abbandonando l’idea che solo la dimensione “grande” significhi modernità, convenienza, competitività.

Roma, 15 marzo 2010

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