| Riteniamo importante ed
utile riepilogare la situazione relativa alla applicazione della Direttiva sui
servizi a seguito dei numerosi e ripetuti interventi dellANVA nei
confronti del Parlamento Italiano, degli Enti locali, Regioni e Comuni,
del Parlamento Europeo, delle Camere di Commercio, della UE e così via;
interventi e sforzi che hanno dato, fino ad ora, esito positivo, anche se
non risolutivo e che sinteticamente riportiamo qui di
seguito: - Le Commissioni II e X della Camera,
l11 marzo 2010, invitavano il Governo, al fine di evitare
interpretazioni estensive alla nozione di risorse naturali, a
valutare lopportunità di escludere lequiparazione dei
posteggi in aree di mercato alle risorse naturali e liberare così gli
stessi dallambito di applicazione della Direttiva Bolkestein.
- Il Parlamento Europeo, nella seduta del 5 luglio 2011, ha
approvato un ordine del giorno che esprime preoccupazione per la
possibilità che la Direttiva 2006/123/CE possa essere applicata,
negli Stati Membri, estendendo il concetto di risorsa naturale anche al
suolo pubblico, producendo così limitazioni alle concessioni per
lesercizio del commercio su aree pubbliche.
- La
Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del
7 luglio 2011 ha approvato un documento, poi trasmesso alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri e sottoposto al vaglio
tecnico della Conferenza Unificata (il 21 luglio 2011), che propone
un intervento chiarificatore sulla nozione di risorse naturali,
così come contenuta nellart. 16 del D.lgs 59\2010 e dei
criteri per mantenere, in ogni caso, lassetto attuale della normativa circa i
requisiti per il rilascio e il rinnovo delle concessioni dei posteggi,
continuando a dare preferenza all'anzianità e alla valorizzazione
dell'esperienza lavorativa maturata.
- In data 21 luglio 2011, la
Regione Piemonte, recependo l'orientamento deliberato dalla Conferenza
delle Regioni e delle Province Autonome e accogliendo la raccomandazione
espressa dal Parlamento Europeo, ha disposto con proprio provvedimento
normativo lesclusione del commercio su aree pubbliche dallambito
di applicazione del Dlgs 59/2010.
Spetta ora al Governo ed
in modo particolare al Ministero dello Sviluppo Economico predisporre una
risoluzione normativa, peraltro largamente condivisa nel Paese ed attesa
dalle oltre 170.000 imprese che operano nel commercio su aree pubbliche, che
accogliendo la mozione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province
Autonome, risolva la controversia per il meglio e senza danno alcuno per la
Categoria Comunque, molto lavoro rimane da fare per uscire
definitivamente da questa situazione e continueremo, i nostri interventi su
Governo e Parlamento tenendovi informati dell'evolversi della vicenda.
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