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Si è tenuta venerdì 26 settembre 2008 a Cesena
l'Assemblea Annuale dell'Anva-Confesercenti, lassociazione
dellambulantato, che compie 60 anni ed è fra i soci fondatori
della Confesercenti. "Il mercato ha fatto strada" è il titolo della
Assemblea Annuale i cui lavori saranno conclusi da Marco Venturi, Presidente
della Confesercenti. E' prevista anche la presentazione di una ricerca sul
settore, una vera e propria radiografia dell'ambulantato e della sua
diffusione. Nella ricerca si sottolinea che quello dell'ambulantato
è un settore ampio e articolato, diffuso in migliaia di strade e piazze
della penisola: 162.269 imprese attive al 30 giugno 2008. Le attività a
posteggio fisso sfiorano le 100 mila unità.Il commercio su strada occupa
226 mila addetti, per i tre quarti titolari. Crescono inoltre, nel settore,
le imprese con titolare di nazionalità straniera: uno su quattro
è straniero. Nelle attività a posteggio fisso i titolari
stranieri sono l'8,1% ma erano solo il 4,9% nel 2001. Il commercio su aree
pubbliche è parte integrante del commercio al dettaglio: nel settore
alimentare ogni 4 negozi in sede fissa ce n'è uno ambulante;
nell'abbigliamento il rapporto è di 1 banco dell'ambulantato ogni 2,6
negozi in sede fissa. Il giro d'affari supera i 25 miliardi di euro.
Tremila i mercati aperti ogni giorno e 10 mila quelli settimanali. Oltre 4
milioni i metri quadri di superficie disponibili ogni giorno. Sui banchi degli
ambulanti grava però una pesante ombra: oltre 30.000 abusivi che,
vendendo per lo più merce griffata contraffatta, sviluppano un volume
d'affari annuo stimato in 1 miliardo di euro.I mercati hanno affrontato e
sopportato la difficile congiuntura economica e la concorrenza della grande
distribuzione o dei discount perché sono i consumatori a sceglierla.
L'indagine sul gradimento dei mercati da parte degli italiani ha
evidenziato che il 77% li frequenta e il 68% li apprezza. Per oltre 5 milioni
di italiani sono addirittura il canale preferito per i propri acquisti. I
motivi di questa preferenza sono, in ordine di importanza, la convenienza,
l'atmosfera, la confrontabilità tra i prezzi e la possibilità di
trovare cose che altrove non si trovano. In sostanza nei mercati il consumatore
è e si sente "sovrano". Tra i prodotti più acquistati
l'ortofrutta e l'abbigliamento, ma anche altri prodotti alimentari come carne,
dolci e formaggi, libri, tessuti, bigiotteria, antiquariato e mobili, prodotti
tecnologici, giocattoli. La lunga fase di stagnazione dei consumi ha colpito
l'ambulantato molto meno di altri settori grazie alla capacità delle
imprese di differenziare la propria attività (molti ambulanti lavorano
sia in sede fissa che itinerante), di spostarsi dove le occasioni di mercato
sono buone (località turistiche, vie commerciali, ecc.), di garantire ai
consumatori quello che cercano, oggi in particolare: convenienza,
confrontabilità e assortimento. Il risultato e' un incremento continuo
del numero di coloro che per gli acquisti hanno scelto il mercato. "Per il
futuro - secondo l'Anva Confesercenti - la sfida dei mercati dovrà
essere quella di combinare tradizione e rinnovamento. Ed i mercati italiani
mostrano di avere le risorse e le energie per cogliere la sfida lanciata dalla
grande distribuzione. Si tratta di risorse oggettive, legate alla effettiva
convenienza economica ed alla vasta scelta, e simboliche, legate all'immagine
di calore, autenticità e genuinità associata ai mercati. La loro
esistenza è infatti percepita come un elemento capace di cementare un
caldo senso di appartenenza. In un quadro sociale percepito come sempre
più frammentato e incerto, i mercati contribuiscono allora a costruire e
solidificare capitale e legame sociale. In questo senso, la loro forza sembra
essere immateriale: gli italiani apprezzano l"anima" dei mercati, il loro
essere spazio di socializzazione, di incontri e d'interazioni tra persone.
Questo essere arena aperta, spazio d'incontro e confronto, finisce con l'avere
delle ricadute anche sulle prospettive commerciali, visto che la maggioranza
relativa dei clienti sostiene di frequentare i mercati a causa dei prezzi
più bassi.Vi è però l'urgenza di valorizzare l'immagine
commerciale dei mercati, imperniata attorno al tema della competitività
dei prezzi, affinché la percezione dei mercati ambulanti non risulti
troppo tradizionalistica, correndo il rischio di venire unicamente associata ad
un'immagine culturale di "pittoresco" e "caratteristico", lasciando quindi il
monopolio del "commerciale" a supermercati, ipermercati e discount". Nel
corso del suo intervento Marco Venturi, Presidente della
Confesercenti ha ripreso il nodo dellabusivismo: Questo settore
è il più colpito da questo fenomeno che pure attraversa le varie
attività economiche. Per lambulantato è una vera e propria
piaga che va affrontata con estrema decisione. Chiediamo allora a governo ed
autorità locali di impegnarsi in una battaglia senza tregua per ridurre
e poi stroncare labusivismo.
La ricerca
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